Giancarlo Frison
Selve San Benedetto – PD, 1949
Pellegrini dell’assoluto I e II, elaborazioni fotografiche da sculture esistenti
Grazie all’alternanza figura/sfondo e al rimando continuo al Mistero della Natura e della Fede, l’artista genera un simbolo e innesca un gioco, un vero e proprio cammino dello sguardo.
Con un linguaggio semplice l’artista libera l’immaginario dell’osservatore, che si apre a possibilità percettive e a letture molteplici.
Si è appena conclusa un’antologica sulla sua produzione artistica presso l’Oratorio di San Rocco a Padova.
- Nella moltitudine la singola preghiera si unisce alle altre voci presenti: le intense fiamme delle candele accendono una scala disegnata dalla luce. La forma che assume il gruppo delle mani invocanti ricorda il manto della Vergine misericordiosa, che accoglie le suppliche. La Chiesa in cammino è costituita proprio dalle mani sincere che chiedono aiuto e insieme testimoniano il Regno: la Madre celeste si fa carico delle fragilità sofferenti dell’uomo alla ricerca di ascolto e di amore.
- Dopo aver camminato a lungo, disteso sul cammino, il pellegrino diventa terra e sentiero. Parte integrante del paesaggio, il profilo del suo volto appare come una montagna, da cui osservare l’avvenuto tramonto. La fame e la sete del pellegrino vengono beatificate dallo stupore dinnanzi alla bellezza della Natura e dalla consapevolezza di essere parte del Creato.
Preghiera
Sono in cammino, Signore! Ma non bastano le gambe per camminare…
Il cuore, la mente, i desideri, le ferite, i sogni, la mia storia, tutto di me, oggi, desidera mettersi in cammino. Muovo passi decisi nella vita e la vita mi insegna la prudenza. Tento passi timidi, ma la vita mi chiede audacia e capacità di perdere. Con paura, spesso avanzo, e la vita mi insegna il coraggio. Ogni giorno, vorrei avanzare e indietreggiare per non perdere le posizioni guadagnate e la vita mi chiede di scegliere senza rimpianti. Eppure tante volte la strada si fa pesante, Signore; mi appesantisce la storia…
Vorrei lasciar perdere, tentare altre strade, darla vinta alla stanchezza…
E tu sussurri al mio cuore: «Coraggio, non temere, io sono con te».
Apri Signore, spalanca le porte del mio cuore, tocca il buio che mi vive dentro e mi rallenta, riempi di luce la mia vita, rendi trasparente il mio cuore.
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O Crux, Ave, spes unica, elaborazione fotografica
Su una parete trasparente si riconosce il segno della Croce accompagnato da un’umanità in cammino. Le gocce fanno ricordare il pianto delle pie donne e lo struggimento degli angeli testimoni della tragica Morte di Cristo. Ogni mattino ci apre alla nuova luce e lo sguardo sulle cose può farci ricordare il Sacrificio di Cristo e la Vittoria definitiva, che ci eleva a Figli di Dio.
Ego sum Resurrectio et Vita, elaborazione fotografica
L’apertura ad un giardino illuminato dal Sole richiama alla mente Cristo risorto, che ha aperto per noi la porta della speranza.
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