Guido Dettoni Della Grazia
Milano, 1946
Autore di arte tattile e visiva, l’artista dal 2000 è presente ad Assisi con una sua mostra permanente di arte sacra contemporanea, in cui si trovano la scultura iconica Maria, il Tau e il Volto di Cristo. Le sue opere sono a misura delle mani e modellate in cecità. Grazie a mezzi digitali e di animazione 3D, l’artista le rende virtuali per ingrandirle, tanto da diventare abitabili, e per ridurle, così da renderle portabili. Il processo creativo del suo «fare arte» diventa collettivo nei laboratori, che egli propone: a occhi bendati l’espressione delle mani sulla materia è al servizio della creazione di forme, che generano il tema/titolo del laboratorio stesso. Per questa mostra è stato scelto il bastone, elemento immancabile per il pellegrino, che intraprende il viaggio. Alla sommità vi è la riproduzione dell’originale della Croce del pellegrino, prima modellato in cecità, poi “toccato con gli occhi”: si scopre la conchiglia, che lo contiene, e viene aggiunta la perforazione della lancia del centurione, che si trasforma in canale di luce. Il prolungamento della Croce diventa proprio il bastone per il cammino: e allora, nonostante la solitudine, la fatica fisica e il senso di inadeguatezza, il pellegrino può ricorrere al sostegno del bastone, che evoca la certezza della Salvezza concessa dal sacrificio di Gesù.
Momento di riflessione
“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche” (Mc 6, 7-9).
Riguardo a questo passo del Vangelo, Papa Francesco ha commentato:
[…] Il Maestro li vuole liberi e leggeri, senza appoggi e senza favori, sicuri solo dell’amore di Lui che li invia, forti solo della sua Parola che vanno ad annunciare. Il bastone e i sandali sono la dotazione dei pellegrini, perché tali sono i messaggeri del regno di Dio […]. Non erano funzionari o imprenditori, ma umili lavoratori del Regno. Avevano questo volto. E a questo “volto” appartiene anche il modo in cui viene accolto il messaggio: può infatti accadere di non essere accolti o ascoltati. Anche questo è povertà: l’esperienza del fallimento. La vicenda di Gesù, che fu rifiutato e crocifisso, prefigura il destino del suo messaggero. E solo se siamo uniti a Lui, morto e risorto, riusciamo a trovare il coraggio dell’evangelizzazione. (dall’Angelus del 15 luglio 2018)